Troppi marchi motociclistici italiani caduti nell’oblio. Rumi, Moto Maserati, Guazzoni, Parilla, Motobi, Laverda, Aermacchi etc. Tutte moto stupende che hanno segnato un passo della stupenda storia motociclistica italiana. Pensate che sia improponibile farne rinascere qualcuno? Possibile che non vi sia un imprenditore, con un po’ di soldini da investire, che non sia capace di acquistarne il marchio e mettere su una fabbrica che ricalchi le sue produzioni e le sue filosofie? E non certo andando a cercare qualche assemblatore coreano o cinese che ci appioppa sopra il marchio originale della casa e che poi ci fa uno scooter o qualche altra moto dalle connotazioni chiaramente orientali, magari con frizione automatica!
Se fossi un imprenditore mi metterei al lavoro cercando di produrre moto il più simili possibile ai modelli storici, che ancor oggi fanno girare la testa a chi le osserva e a chi ne capisce ancora di moto. Non mi andrei ad impelagare in progetti megalattici cercando di operare il rilancio facendo leva su produzioni di maxi-mega-ultra-iper moto, ma più semplicemente rispettando quelli che furono i canoni della casa, ovvero stupende monocilindriche o bicilindriche dalla cubatura media, leggere, agili, filanti, toste. Un motore che ancora fa sentire i suoi colpi senza l’interposizione di catene, catenelle ed equilibratori. Moto che vanno veloci perché i loro motori, anche se non straripanti di cavalli, dovranno spingere delle masse filanti che pesano poco, dal rapporto peso-potenza ottimale.
E allora signori imprenditori del settore: la strada e’ già aperta, i marchi sono lì, pronti per essere “adottati”, la storia c’è pure, il mito non manca, la voglia di vederli ritornare in auge anche!
Che cosa aspettate?
Melus
martedì 29 gennaio 2008
Facciamo rinascere i gloriosi marchi italiani!
lunedì 28 gennaio 2008
La moto... chiamiamola con il nostro nome!
Molto spesso noi motociclisti abbiamo la consuetudine di chiamare la nostra moto con diversi appellativi: la mia bimba, la mia cara, la mia amata, la mia pupa, il gioiello, il mostro, la bestia, il ferro, etc., oppure con nomi propri di persona, naturalmente sempre al femminile. Ma perché, mi chiedo, chiamarla così quando la moto non è nient’altro che l’appendice di noi stessi? La moto va dove la indirizziamo, inclina fin quando lo sentiamo noi, corre se ci va di correre, trotterella se ci va di passeggiare. Il suo motore gira bene se noi ci sentiamo in forma, sembra che vada male se siamo depressi, gli tiriamo il collo se siamo incazzati, la trattiamo coi guanti se siamo sereni. Insomma la moto va come vogliamo farla andare noi e si comporta esattamente come vogliamo comportarci noi! Io la definirei il nostro specchio. Quello che riflette il nostro stato d’animo, la nostra educazione, le nostre frustrazioni, il nostro carattere, la nostra maturità. Insomma, la moto siamo noi!
E allora chiamiamola con il nostro nome!
Melus.
mercoledì 23 gennaio 2008
Cara Guzzi, ridacci un bel monocilindrico!
Dopotutto la tua magnifica carriera ha avuto maggior risalto proprio su quegli stupendi monocilindrici, che hanno motorizzato e che hanno fatto la gioia di una infinità di motociclisti, da tempi ormai immemorabili. Poi hai chiuso con i mono, vuoi perché le mode dettavano motori plurifrazionati, vuoi perché il monocilindrico non si prestava molto bene come propulsore per le nuove maxi degli anni ’70.
Il motore a V di 90 gradi, montato per prima sui mitici V 7 e poi, nella versione ridotta, sui piccoli bicilindrici della gestione De Tomaso, hanno decretato la fine dei tuoi stupendi mono dal timbro baritonale e dall’affidabilità da riferimento. Perché non tornare a costruire un bel monocilindrico, ma non di quelli che sembrano fatti con i mattoncini della Lego e infilati dentro il telaio a martellate, tanto lo spazio è risicato! Parlo di quei motori belli anche a vedersi, incorniciati da un bel telaio che lascia respirare tutto il resto e con dei cilindri turriti e ben alettati (lasciamo stare il raffreddamento a liquido per motori plurifrazionati e ben più potenti) che lasciano traspirare tutta la potenza del motore e che danno una immediata riconoscibilità a tutto lo stesso prodotto.
Penso che oggi sia il momento giusto per cominciare a sfornare qualcosa del genere, vuoi per gli elevati costi del carburante, vuoi perché sempre più frequentemente si levano gli appelli di quei motociclisti “puri” che sono convinti che con un buon monocilindrico ci si può ancora fare di tutto.
Allora forza Guzzi, esci qualche bel progetto che sicuramente sarà chiuso da tempo nei tuoi cassetti e che non ha visto la luce solo perché le mode e l’opulenza che regna oggi in ognuno di noi ne hanno sconsigliato la sua realizzazione!
Melus
martedì 22 gennaio 2008
Contro il caro benzina.
In considerazione del fatto che quanto prima ci troveremo e centellinare i litri di carburante, pagandoli alla stregua del migliore limoncello prodotto con gli agrumi che crescono alle pendici dell’Etna, e che in un futuro molto imminente dovremo rimodulare le nostre abitudini motociclistiche, secondo voi come dovrebbero orientarsi le case costruttrici per produrre moto dai consumi bassissimi, senza per questo mortificare eccessivamente le nostre velleità motociclistiche? In poche parole, quanti cavalli potrebbero bastare per farci divertire lo stesso, tenendo in considerazione che i consumi aumentano con l’aumentare della cavalleria?
Possono bastare 50-60 cavalli per fare un po’ di tutto, percorrendo la media di 30 chilometri al litro? Personalmente penso di si!
domenica 20 gennaio 2008
giovedì 17 gennaio 2008
La prevenzione.
Le statistiche parlano chiaro: ogni anno vi è un aumento crescente di incidenti motociclistici mortali, e purtroppo quando si parla dei motociclisti dobbiamo includervi anche scooter e ciclomotori. Adesso i mass media e anche i nostri legislatori non fanno altro che parlare di prevenzione, come sistema per evitare che si avverino incidenti.
martedì 15 gennaio 2008
domenica 13 gennaio 2008
La strada. Una giungla d’asfalto!
Nonostante le nostre reiterate lamentele sulla sicurezza, le strade non verranno rivestite di gommapiuma ma solo di ruvido asfalto; i gard-rail non verranno coperti con cuscini imbottiti di piuma d’oca ma resteranno sempre di tagliente e duro metallo; gli automobilisti non saranno mai cortesi ma adotteranno sempre la legge del più forte; le forze dell’ordine non faranno opera di prevenzione ma si limiteranno solo a piazzare i loro vari marchingegni punitivi; i motociclisti coglioni resteranno tali anche dopo aver superato gli esami di abilitazione alla guida; gli altri rimanenti motociclisti coglioni rimarranno tali anche se qualcuno li fermerà dicendogli che si sono comportati come coglioni; le case motociclistiche continueranno a costruire ordigni da 200 cavalli, oggi, e da 400 domani, per venderle agli allocchi che si credono in grado di poterle gestire; gli incoscienti che ancora nel 2008 si ostinano a circolare senza casco lo continueranno a fare come sempre; gli smanettoni non rispetteranno i limiti di velocità e continueranno ad andare a 200 Km all’ora nelle tangenziali; gli scooteristi, esseri al di sopra di ogni regola stradale e civile, che contribuiscono ad innalzare esponenzialmente le statistiche degli incidenti, continueranno a guidare come hanno fatto sempre, ecc. Evitiamo per favore di parlare di educazione, di paternali, di maturità, di patenti speciali, di corsi scolastici preparativi, di strade, di buche, di gard-rail, ecc. Personalmente non credo più a nulla e non tanto perché non possano esistere i sistemi per far migliorare le cose, ma più semplicemente perché, giunti al punto in cui siamo, è letteralmente impossibile rimettere tutte le cose a posto. La strada è ormai una giungla d’asfalto, e come tale, chi vuole entrarci deve conoscerne tutti i segreti e tutte le insidie. Solo così potrà sopravvivere!
sabato 12 gennaio 2008
Quelle borse tanto criticate!
Molto spesso vengo criticato da colleghi non bmwisti per quelle borse rigide montate sulla mia BMW R1100R. Ma c’è in particolare un mio amico, possessore di una Honda Cbr 600, il quale non può fare a meno, ogni qualvolta che ci incontriamo per una uscita, di criticare la presenza di queste ingombranti, antiestetiche, quanto inutili borse (dice lui). A dire il vero io monto solo la destra, quella più capiente, dove ripongo dei capi che mi consentono di poter affrontare le più svariate condizioni atmosferiche e termiche. Solo nelle uscite più impegnative con lunghe percorrenze applico anche la seconda borsa, che peraltro ha una capacità ridotta per via del grosso silenziatore.
Domenica scorsa decidiamo di andare a pranzare presso un agriturismo in una località distante circa
Melus
venerdì 11 gennaio 2008
giovedì 10 gennaio 2008
E' bello conoscerci.
Amici di "Due ruote nel web", con l’anno nuovo il nostro staff vorrebbe dare ai frequentatori di questo blog l’opportunità di inviare una propria foto che verrà pubblicata in un apposito spazio, denominato per l’appunto "E’ bello conoscerci". La foto deve ritrarre esclusivamente il soggetto insieme alla propria moto. L'intento di questa iniziativa è quello di dare un volto ai nostri lettori e quindi le foto che ritrarranno la sola moto non verranno pubblicate. Potete anche aggiungere una didascalia che indichi il nome dell’utente, il modello della moto, l’anno e il luogo dello scatto. Per inviare la vostra foto vi basterà cliccare sul riquadro "Scrivimi" (in alto a sinistra) per mandarmi un email con in allegato la foto. Evitate la posa esclusiva della vostra compagna seduta sulla moto con il cavalletto inserito, oppure del nonnetto, del nipotino, del gattino o del cagnolino :) Pensate che la vostra foto potrà essere osservata in tutto il mondo e non è detto che non possa nascere un gemellaggio con qualche utente della Nuova Zelanda o dello Stato della Pensilvania.
Lo staff di "Due ruote nel web"
mercoledì 9 gennaio 2008
Anch'io un sardomobilista?
Ho acquistato da poco un’auto a gasolio, dopo oltre quattro decenni di auto a benzina. Ho sempre odiato i motori diesel ma per forza di cose ho dovuto capitolare. Il motivo è ben chiaro: si risparmia notevolmente sul carburante, e non tanto perché il gasolio costa qualche centesimo meno della più nobile benzina, ma semplicemente perchè con 40 euro nel serbatoio ci giri mezza Sicilia. Il piacere della novità, seguito da un fastidioso dolore al gomito, mi hanno ultimamente portato, nel tempo libero, a preferire l’auto per i miei spostamenti. San Vito Lo Capo, Erice, Cefalù, Sciacca, Pergusa, Siracusa, Taormina, Piano delle Battaglie, Terrasini. Tutti itinerari che prima percorrevo spesso con la mia moto e che adesso ripercorro seduto comodamente sulla mia auto, con il gomito destro appoggiato sul bracciolo, il cellulare con il vivavoce acceso, lo stereo che pompa bassi a iosa, e il motore diesel che spinge come una locomotiva.
Melus
lunedì 7 gennaio 2008
Adesso vogliamo le moto che consumano poco?
Girando un po’ per i forum motociclistici leggo sempre con maggiore frequenza commenti di utenti che chiedono alle case costruttrici di moto di costruire modelli che riescano a fare almeno
Melus
sabato 5 gennaio 2008
Meditazioni.
Mentre da solo percorrevo














