La moto è un mezzo stupendo, che ci rende diversi, liberi, che dona sensazioni uniche, ma è al contempo pericoloso oltre che molto instabile, dove persino un piccolo animale che ci viene tra le ruote può modificare il corso della nostra vita. Il gatto o il cane che ti viene sotto, l’automobilista con la sua guida scriteriata, le insidie della strada, le macchie d’olio, le buche, il brecciolino, la pioggia, il gelo, le pozze d’acqua, tutti questi sono fattori difficili da valutare e da prevedere, che possono insidiare seriamente la nostra incolumità, ma che tutti sappiamo fanno parte del gioco. Dinnanzi all’ imponderabile ci sono al contrario fattori che possono essere gestiti e controllati dal motociclista, come la velocità, il rispetto dei limiti imposti dal codice, il buon senso, l’educazione. Questi, assieme alla serietà, alla maturità e all’esperienza ci possono aiutare a ridurre notevolmente le mille insidie a cui periodicamente siamo soggetti. Ma se chi usa la moto ne fa un mezzo d’arrembaggio, infischiandosene di tutto e di tutti, allora vuol dire che questo soggetto non ha proprio capito che con la moto ci si può far veramente male. Lo testimoniano le statistiche, ma se qualcuno è particolarmente distratto da non volersene rendere conto, allora che soffermi la propria attenzione su quei mazzi di fiori disseminati sul ciglio delle strade, a volte legati ad un palo o al montante di un guard rail, a volte posti dinnanzi a piccole cappelle con la foto e il nome di qualcuno che proprio in quel punto ha terminato la sua esistenza, e la stragrande maggioranza dei casi vuole che siano motociclisti. E di questi luoghi di memoria adesso ce n’è tanti, troppi! Qualcuno li ha messi per ricordare, e forse anche a monito di chi ogni tanto dimentica…, augurandosi che simili tragedie non debbano accadere a nessuno. Ogni qualvolta mi capita di passare dinnanzi a questi luoghi mi viene la pelle d’oca, pensando alla disgrazia immane subita da quella famiglia, e mi rendo conto di quanto sia letale questo mezzo. Tanto pericoloso quanto stupendo! E allora riduco il ritmo e centuplico la mia concentrazione, perché io la moto l’ho scelta per vivere!
Melus






















